Percorsi
Il tratto di argine che collega Finale Emilia con Bondeno (Via Finale-Santa Bianca) è un percorso asfaltato di 11 km a basso traffico (residenti e attività agricole) e che ben si presta per gite in bicicletta e passeggiate a piedi. Lo scenario naturalistico è quello dell’alveo del fiume, con la sua vegetazione e la ricca fauna che viene ospitata.
Si tratta di un’esperienza innovativa e di grande interesse l’impianto di Fitodepurazione “Le Meleghine” di Finale Emilia: impiantato negli anni 1992-’96, su una superficie di 40 ettari, realizza un ecosistema umido che per dimensioni e tipologia impiantistica è unico nel suo genere e realizza una ricostruzione paesaggistica di tipo naturalistico in un contesto fortemente antropizzato. È in grado di produrre un rendimento di depurazione pari al 70-80% di acque che provengono dal Cavo Canalazzo di Burana.La particolare natura delle argille fa sì che le sponde arginali siano soggette a fenomeni erosivi e hanno indotto alla ricerca di un rimedio per ovviare a questo inconveniente e limitare i costi di manutenzione. Sono stati consolidati gli argini della Fitodepurazione mediante interventi di ingegneria naturalistica che utilizza la tecnica dei “prati armati” (vale a dire piante con un apparato radicale particolare che consente di evitare frane ed erosioni) e palificate in legno. Un intervento complesso, quello progettato dal Comune con il supporto dei tecnici e degli esperti dell’Istituto agrario “I.Calvi” di Finale, che si svilupperà su 2500 metri, tanto è il tratto arginale interessato a questo tipo di intervento, Una realtà, questa, forte di tre caratteristiche importanti: il valore depurativo delle acque attraverso processi naturali; il possibile riutilizzo delle stesse a fini industriali, per esempio verso il vicino zuccherificio; il notevole valore naturalistico dell’area, con la ricca presenza di una fauna diversificata.
Proprio su quest’ultimo aspetto, va detto che è già stato avviato da anni un processo di rimboschimento che favorisce la nidificazione di diverse specie e che ai due capanni installati, dono della Provincia, si è aggiunta una torre di avvistamento finanziata dal Comune (costo 26mila €). La Fitodepurazione, conosciuta anche come Oasi protetta “Le Meleghine”, è visitabile dai naturalisti e dalle scuole, per le quali sono possibili le visite guidate (info: 0535/788423 – 348/.3187788).
La particolare natura delle argille fa sì che le sponde arginali siano soggette a fenomeni erosivi e hanno indotto alla ricerca di un rimedio per ovviare a questo inconveniente e limitare i costi di manutenzione. Sono stati consolidati gli argini della Fitodepurazione mediante interventi di ingegneria naturalistica che utilizza la tecnica dei “prati armati” (vale a dire piante con un apparato radicale particolare che consente di evitare frane ed erosioni) e palificate in legno. Un intervento complesso, quello progettato dal Comune con il supporto dei tecnici e degli esperti dell’Istituto agrario “I.Calvi” di Finale, che si svilupperà su 2500 metri, tanto è il tratto arginale interessato a questo tipo di intervento, Una realtà, questa, forte di tre caratteristiche importanti: il valore depurativo delle acque attraverso processi naturali; il possibile riutilizzo delle stesse a fini industriali, per esempio verso il vicino zuccherificio; il notevole valore naturalistico dell’area, con la ricca presenza di una fauna diversificata.
Proprio su quest’ultimo aspetto, va detto che è già stato avviato da anni un processo di rimboschimento che favorisce la nidificazione di diverse specie e che ai due capanni installati, dono della Provincia, si è aggiunta una torre di avvistamento finanziata dal Comune (costo 26mila €). La Fitodepurazione, conosciuta anche come Oasi protetta “Le Meleghine”, è visitabile dai naturalisti e dalle scuole, per le quali sono possibili le visite guidate (info: 0535/788423 – 348/3187788).
È in funzione il circuito per Mountain Bike nell’area golenale situata tra l’argine del Condotto e lo Zocco di Muro (in via San Lorenzo) un antico manufatto che serviva per regolamentare il flusso dell’acqua del Panaro . Questo circuito è gestito dall’U:C: Finalese, è lungo 6 km e si snoda tra gli alberi del parco fluviale. A usarlo sono gli appassionati di questo sport, che vi svolgono due gare ufficiali ogni anno in primavera e a ottobre, ed è anche meta di camminate campestri e di passeggiate a cavallo.
Inaugurata il 23 giugno2007, la pista ciclabile e pedonale che collega FINALE EMILIA con SAN FELICE, è una parte del progetto che prevede il collegamento con Modena sul tracciato ex ferrovia SEFTA.Questi collegamenti consentiranno di favorire itinerari turistici verso centri di interesse artistico e storico, com’è appunto Finale Emilia, oltre a riscoprire le bellezze ambientali e naturali tipiche della nostra pianura. La pista, lunga 11 km e larga tre metri, consente il doppio senso di marcia. Il tracciato sarà interessato ad interventi di piantumazione, per creare zone d’ombra particolarmente utili in estate.
Su una spesa complessiva di un milione e 272mila euro, la quota a carico del Comune di Finale Emilia è stata di 204mila, circa il 16% del costo. La mobilità dolce, così come viene definita, è sempre più un’apprezzata alternativa all’uso dell’automobile, con evidenti vantaggi: per l’ambiente, per l’economia e per la salute. La pista ciclabile è anche un’occasione di socializzazione: cambia la concezione del tempo e delle relazioni umane.
Notizie e informazioni sui monumenti di Finale Emilia 

