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Villa Angela ( Massa Finalese ) Stampa E-mail

Costruito tra la fi ne dell’ottocento e l’inizio del novecento sopra una preesistente struttura, questo edifi cio si presenta con un’architettura che si ispira ad antichi castelli, in particolare a quello coevo di Carrobio, poco distante. Vi sono presenti due torri contrapposte, una a pianta quadrata che si eleva al di sopra della costruzione, l’altra semicircolare, in linea con il coronamento merlato che percorre il perimetro su tre lati. La villa, circondata da un ampio giardino, è stata completamente restaurata.

 


Casino del Vescovo ( Massa Finalese )

Questa antica villa, situata nei pressi dell’ex Salumificio Bellentani, in passato appartenne al vescovo di Modena, quindi passò in proprietà a varie nobili famiglie (tra le quali gli Gnoli e i Grillenzoni di Finale), mantenendo inalterato l’originario impianto cinquecentesco.


Si presenta con un semplice corpo rettangolare che include una torre angolare, un poco più alta dell’edifi cio. Da una bella scalinata in cotto si sale all’ingresso principale, che consente l’accesso al piano nobile. A lato del portale si trova un frammento di una pietra in cotto dove sono visibili un copricapo vescovile ornato di nastri e la data 1547; vi è purtroppo assente lo stemma. L’interno, oggi completamente restaurato dalla famiglia Veronesi, attuale proprietaria, si presenta in tutta la sua magnifi cenza. Sull’androne centrale si aprono vaste sale, tutte con i soffi tti decorati, e con camini in gesso e stucco collocati tra le ampie fi nestre. Le pareti di varie stanze sono abbellite da dipinti che riproducono gradevoli scene di paesaggi; in una di queste spiccano i grandi stemmi araldici della famiglia che commissionò le pregevoli opere.

 
Monumento a Giuseppe Garibaldi

Voluto dai cittadini fi nalesi per ricordare la sosta che l’Eroe dei Due Mondi fece nella nostra città il 6 settembre 1859, il monumento si compone di un alto pilastro in arenaria sormontato da un busto in marmo bianco raffi gurante Garibaldi, opera dello scultore Brivio. Inaugurato nel 1886, il monumento era collocato in uno spazio inizialmente assai ridotto, che successivamente fu ampliato in forma circolare dotandolo di un giardino recintato e di una elegante cancellata in ferro, rimossa negli anni quaranta del Novecento per essere fusa per fornire armi all’Italia in guerra.

 
Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo Apostoli ( Duomo )

La Chiesa Maggiore è una Collegiata, sede un tempo di canonici. L’edifi cio primitivo (caratterizzato dall’asse est – ovest obliquo rispetto alle costruzioni circostanti) venne alzato e ampliato con l’aggiunta dell’abside nel 1474 e del campanile nel 1567. Nel 1770 si diede avvio ad un rifacimento dell’interno in stile tardo barocco con stucchi, capitelli corinzi e soffi tto a volte su progetto del fi nalese Angelo Marescotti. Nel 1807 un altro fi nalese, Cesare Rossi, realizzò in stile neoclassico la facciata attuale, nel cui timpano campeggia lo stemma della Comunità del Finale, replicato al centro del pavimento della chiesa. Le volte delle tre navate sono state dipinte a secco dal finalese Giuseppe Busuoli (1894 – 1948) negli anni 1942 – 43.

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Museo Civico, sezione archeologica e storia naturale

museo civico, sezione archeologicaÈ la sezione principale del museo, il cui nucleo venne costituito negli anni 1966 - 67 grazie all’intensa attività di alcuni volontari, di appassionati ed esperti che hanno raccolto numeroso materiale sia in Italia che all’estero. Nel 1992 il museo fu riconosciuto come Museo Civico. Le sedi adibite ad esporre i reperti sono state diverse nel tempo; attualmente il museo ha trovato una collocazione, congiuntamente ai depositi e all’uffi cio, al piano terra e al primo piano del Castello delle Rocche. La Sezione Archeologica è costituita da migliaia di pezzi, dei quali solo una parte è esposta al pubblico. I reperti, di proprietà dello Stato, risalgono all’Età del Bronzo e alle epoche romana, medioevale e rinascimentale. Di queste ultime due vi è una ricca raccolta di ceramiche, vetri, metalli e altri materiali rinvenuti durante i lavori di restauro del castello, dell’ex monastero di Santa Chiara e di altri luoghi cittadini. I reperti ceramici medioevali, di prevalente scuola ferrarese, faentina e veneta, testimoniano i legami commerciali che esistevano, nei secoli scorsi, tra Finale e altri centri lontani. Una sezione è dedicata al materiale ceramico di produzione locale, proveniente in prevalenza dalla discarica di una vecchia fornace seicentesca.

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