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Palazzo Finetti Stampa E-mail

La villa, di aspetto settecentesco ma con tutta probabilità di origine più antica, è contigua all’ospedale. La sua facciata è in Corso Cavour, mentre il resto della proprietà si estende sino a Via Trento Trieste, un tempo sede dell’alveo del Panaro della Lunga; su questo lato erano i fabbricati adibiti a magazzino e cantina. Il complesso attualmente si presenta con diversi edifi ci: quello padronale, che ultimamente servì di abitazione alla famiglia Finetti, fu acquistato nel 1843 dalla famiglia Onofri; non è noto a chi sia appartenuto in precedenza e chi l’abbia fatto costruire in origine. Sul retro si apre un giardino, ornato un tempo da belle fontane con giochi d’acqua, che conduce ai magazzini ed alle stalle per i cavalli. La famiglia Finetti ricoprì importanti ruoli sia pubblici che militari al servizio degli Estensi: Luigi Finetti (conte palatino e nobile dal 1825), capitano del duca di Modena Francesco IV, dopo il 1815 acquistò, per conto del sovrano, dai marchesi Obizzi la loro antica residenza “La Quiete”. La famiglia fu anche proprietaria di una splendida villa seicentesca di campagna denominata “Casino Finetti”, situata in località Quattrina lungo il vecchio corso del Panaro. L’interno di Palazzo Finetti, i cui ambienti sono decorati con belle pitture e pregevoli camini, oggi ospita vari uffi ci ad uso socio-sanitario. Tutta la proprietà è stata infatti acquisita in anni recenti dal Comune di Finale Emilia, che assieme all’Azienda Sanitaria locale ne ha curato il restauro. Uno dei saloni della villa all’epoca in cui era residenza privata.

 


Palazzo Bresciani-Rodriguez

Si tratta di un bell’edificio tardo settecentesco costruito dalla famiglia Bresciani. Al piano nobile sono ancora presenti pregevoli decorazioni pittoriche che ricoprono l’intera loggia, dalle pareti al soffi tto. Alla loggia si accede mediante un elegante scalone a tre rampe. Dal cortile interno è visibile l’antica torre padronale che si innalza di alcuni metri al di sopra del tetto. Recenti lavori di ristrutturazione hanno recuperato la struttura alterandone però in parte i volumi interni, destinati ad accogliere abitazioni ed uffi ci.

 
Castello delle Rocche

Situato lungo l’antico corso del Naviglio (successivamente Panaro della Lunga, e oggi Via Trento e Trieste), mantiene pressoché intatto l’impianto quattrocentesco che fa di esso uno dei più cospicui castelli della Regione Emilia Romagna e un gioiello dell’architettura militare del XV secolo. Tuttavia, sebbene molte fonti riportino che fu costruito nel 1402 per volontà del marchese Nicolò III d’Este, il quale ne affi dò i lavori al noto architetto Bartolino Ploti da Novara (già autore dei castelli di Ferrara (1385) e di Mantova (1395), alcune sue parti risalgono ad un’epoca più antica, probabilmente al XIII o XIV secolo, se non ancora prima. Una di queste è il maschio, la più alta (m. 35) ed imponente delle sue torri, alla cui base gli scavi eseguiti nel 1983 hanno messo in luce un ampio arco che probabilmente costituiva l’antica porta del fortilizio preesistente a quello costruito da Bartolino. Un fossato circondava il castello su tre lati, mentre sul lato settentrionale il Canale costituiva un naturale elemento di difesa protetto dalle torri e da una cortina merlata, da dove era possibile esercitare uno stretto controllo sulla navigazione fl uviale. Nel 1424 Nicolò III affi dò ad un altro famoso architetto, Giovanni da Siena, il compito di adattare la fortezza militare a residenza degli Estensi, i quali spesso sostavano a Finale durante i loro viaggi tra Ferrara e Modena.

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Santuario di Santa Maria degli Angeli ( Località Obici )

La chiesetta, già presente nelle carte topografi che seicentesche, è un oratorio costruito in tempi antichi ai piedi del vecchio argine del Panaro appositamente per i paroni e i marinai. I marchesi Obizzi vi costruirono accanto il loro palazzo e l’utilizzarono come chiesa privata; dopo l’abbandono, ha funzionato come oratorio di campagna per il mondo rurale. Il 4 settembre 1981, in seguito a lavori di restauro, sotto il pavimento dell’altare è stata rinvenuta una tela con l’immagine della Madonna circondata dagli Angeli; il quadro è stato benedetto a Roma nel 1982 dal papa Giovanni Paolo II. Terminati nel 1988 i lavori di ricostruzione, la chiesetta divenne subito luogo di pellegrinaggio e dal 1 gennaio 1995, per decreto arcivescovile, è Santuario Mariano. L’oratorio ha una sola navata con tre archi che lo dividono dal presbiterio, dove è situato l’unico altare. La nicchia nell’abside ospita una statua in cartapesta della Vergine, opera di pregevole fattura del Graziani. Alle pareti sono affi ssi quattro dipinti raffi guranti i Misteri del Rosario del pittore Franco Vignazia. La chiesa è stata recentemente arricchita da un dipinto del XVII secolo della scuola di Federico Barocci, che raffi gura la Crocifi ssione con S. Giovanni Evangelista, la Madonna e la Maddalena.

 
Museo Civico, sezione archeologica e storia naturale

museo civico, sezione archeologicaÈ la sezione principale del museo, il cui nucleo venne costituito negli anni 1966 - 67 grazie all’intensa attività di alcuni volontari, di appassionati ed esperti che hanno raccolto numeroso materiale sia in Italia che all’estero. Nel 1992 il museo fu riconosciuto come Museo Civico. Le sedi adibite ad esporre i reperti sono state diverse nel tempo; attualmente il museo ha trovato una collocazione, congiuntamente ai depositi e all’uffi cio, al piano terra e al primo piano del Castello delle Rocche. La Sezione Archeologica è costituita da migliaia di pezzi, dei quali solo una parte è esposta al pubblico. I reperti, di proprietà dello Stato, risalgono all’Età del Bronzo e alle epoche romana, medioevale e rinascimentale. Di queste ultime due vi è una ricca raccolta di ceramiche, vetri, metalli e altri materiali rinvenuti durante i lavori di restauro del castello, dell’ex monastero di Santa Chiara e di altri luoghi cittadini. I reperti ceramici medioevali, di prevalente scuola ferrarese, faentina e veneta, testimoniano i legami commerciali che esistevano, nei secoli scorsi, tra Finale e altri centri lontani. Una sezione è dedicata al materiale ceramico di produzione locale, proveniente in prevalenza dalla discarica di una vecchia fornace seicentesca.

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