Home
Eventi
Attività e ospitalita
Sfogliata
Millennium Finalis
Finalestense
Percorsi naturalistici
Monumenti
Palazzi
Chiese
Musei
Teatro Sociale
Galleria Immagini
Contattaci


Ultimi Eventi
There are no upcoming events currently scheduled.
View Full Calendar


Accesso per utenti Registrati






Password dimenticata?






Palazzo Bortolazzi Stampa E-mail

Questo grande palazzo ha ora tre ingressi, rispettivamente in Via Cesare Battisti, Trento Trieste e nel Vicolo Palazzo Civico. Nel 1588 apparteneva a Matteo Vecchi, e nel Settecento alla famiglia Trombi; in seguito ne divenne proprietaria la famiglia Bortolazzi, che lo ampliò alla fi ne dell’Ottocento dopo l’interramento del Panaro della Lunga. La loggia tripartita con balcone che si affaccia sulla Via Trento Trieste fu costruita all’inizio del Novecento. Successivamente divenuto di proprietà del Comune di Finale Emilia, ospitò vari uffici pubblici, e negli anni ’20 fu ceduto al Partito Nazionale Fascista che vi trasferì la sua sede e vari altri uffici. Nel 1907 fu anche sede della Banca del Piccolo Credito Romagnolo.

Alla fine del secondo conflitto mondiale l’edificio è stato incamerato dallo Stato, che lo ha destinato ad uffici pubblici (tra essi quelli del Registro e delle Imposte); per alcuni anni è stato anche sede del Liceo Scientifico e del Museo Civico. Riacquistato recentemente dal Comune di Finale Emilia, il palazzo attende di essere restaurato e ristrutturato. Nonostante abbia subìto negli anni diverse destinazioni d’uso, molti spazi interni hanno conservato quasi integralmente i volumi originari e le decorazioni che li adornavano. Dall’ingresso di Via Cesare Battisti si entra in un atrio spazioso il cui soffitto a volte è sostenuto da colonne in marmo: un ampio scalone laterale permette di accedere al piano nobile. Sui soffitti sono presenti due grandi decorazioni settecentesche che rappresentano immagini mitologiche e raffigurazioni delle Arti.

 


Palazzo Borsari

Si tratta di un edificio imponente, la cui costruzione risale probabilmente alla seconda metà del XVIII secolo ad opera della famiglia Borsari, ricchi commercianti di grani. Dal punto di vista architettonico, è uno degli edifi ci privati più interessanti di tutta la Bassa modenese. Il palazzo non ha subito nei secoli grandi trasformazioni, eccettuati alcuni interventi funzionali che hanno interessato pochi spazi interni. Come altri edifi ci che lo fi ancheggiano, si affacciava sul Panaro, lungo il ramo detto di Cavamento. Sul retro si apriva un vasto giardino, oggi solo parzialmente conservato. All’interno gli spazi si articolano in ampie sale di rappresentanza e di ricevimento. Notevole è il grande scalone a tre rampe che conduce ai piani superiori, le cui sale sono fastosamente decorate con stucchi, pitture e quadri ad olio.

 
Monumento a Gregorio Agnini

Inaugurato il 2 giugno 1960, il monumento si compone di una statua (opera dello scultore Ivo Soli) e di tre bassorilievi in bronzo (opera dello scultore Dante Zamboni), che illustrano alcuni momenti signifi cativi della vita di Gregorio Agnini (1856-1945). L’illustre concittadino nacque il 27 settembre 1856 da una famiglia benestante e di tradizione liberale moderata. Sin da giovane visse con preoccupazione lo stato di grande povertà che imperversava nelle campagne e che infi eriva specialmente sui braccianti. Scelse di lottare per migliorare le condizioni economiche, lavorative e di vita della sua gente, e a tal fi ne fondò nel 1886 “l’Associazione degli Operai – Braccianti di Finale Emilia”, la prima cooperativa della provincia, facendosi promotore per lo sviluppo di altre cooperative di lavoro e di consumo. Protagonista della nascita della Federazione Provinciale Socialista e della Camera del Lavoro modenese, è stato Presidente della Provincia di Modena. Fu altresì il primo presidente e il fondatore del Consorzio Acquedotto, che convogliò l’acqua potabile dalle sorgenti di Castelfranco Emilia ai comuni di Crevalcore, Finale Emilia e Bondeno, migliorandone le condizioni igienico - sanitarie.

Leggi tutto...
 
Chiesa dell'Annunziata

La chiesa, che oggi tutti conoscono con il nome di Annunziata, sorse originariamente come chiesa delle Stimmate e fu costruita nel 1627 dall’ omonima confraternita, costituitasi un anno prima. Nel 1680 furono eseguiti importanti lavori di restauro e di abbellimento. Nel 1784 divenne sede della Confraternita dell’Annunziata, che era stata costretta ad abbandonare la sua sede primitiva (situata accanto al Duomo) e a trasferire in questa chiesa le preziose opere d’arte contenute in quella vecchia, che fu poi demolita nel 1798. Tra le tante opere qui trasferite vi era lo splendido gruppo marmoreo dell’Annunciazione, che fu collocato sopra il portale di ingresso. Ultimamente questa scultura è stata rimossa e si trova all’interno del Duomo. Il trasferimento della Confraternita dell’Annunziata fu l’occasione per altri importanti lavori di restauro della chiesa, la cui facciata fu trasformata imprimendole uno stile neoclassico. Altri interventi ebbero luogo nel 1864, nel 1945-46 e in tempi recenti.

Leggi tutto...
 
Museo Civico, sezione del territorio

Il Museo del Territorio occupa il secondo piano dell’autostazione. Nacque da un progetto fi nalizzato a realizzare un sogno rimasto incompiuto, quello di riportare un giorno il Panaro nel suo antico alveo, che attraversava il centro della città. E’ stato realizzato nel 1991 dai volontari del Gruppo Culturale R 6J6 ed ospita numerosi plastici, documenti e reperti che illustrano i luoghi e i personaggi più signifi cativi del nostro territorio. La maggiore attrazione è costituita da un grande plastico in scala 1:25 (lungo 15 m.) che riproduce il centro storico di Finale come appariva nell’Ottocento, quando il fi ume lo attraversava nel tratto compreso tra l’antico Ponte della Chiusa e il Castello delle Rocche. Il museo è arricchito da interessanti testimonianze storiche: sono mappe, gride e riproduzioni di quadri ottocenteschi, oltre ad ingrandimenti di immagini catturate alla fine del XIX secolo dal fotografo Gian Battista Magni, che fanno rivivere l’atmosfera di Finale “città d’acqua”; ospita anche i modellini di una rascona (l’antica imbarcazione lunga circa 13 metri a fondo piatto utilizzata per il trasporto di merci e passeggeri) e del Bucintoro degli Specchi, la sfarzosa nave con cui si spostavano tra Modena e Ferrara i principi estensi e i loro ospiti.

Leggi tutto...