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Palazzo Villa - Località Cà Bianca |
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Il territorio di Ca’ Bianca, alla destra del Panaro nel finalese, ha sempre avuto una grande importanza. Situate al confine del modenese con il bolognese, alla fine del XIV secolo queste terre pervennero in feudo al marchese Francesco Naselli, segretario ducale. In seguito alla sua caduta in disgrazia, le terre ritornarono in possesso della Camera Ducale, ma nel 1536 il duca Ercole II cedette il feudo al marchese Francesco Villa (che nel 1538 fu governatore di Modena). L’antico palazzo, da lui costruito in prossimità del luogo di attraversamento del Panaro, svolse anche una funzione di controllo su quella via di comunicazione; infatti vi sono ancora presenti, sul fronte verso il fiume, delle feritoie di avvistamento. Il complesso architettonico è costituito da una torre - colombaia isolata e da una corte chiusa sulla quale si affaccia il palazzo padronale, caratterizzato da un tipico stile ferrarese. |
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Villa Angela ( Massa Finalese ) |
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Costruito tra la fi ne dell’ottocento e l’inizio del novecento sopra una preesistente struttura, questo edifi cio si presenta con un’architettura che si ispira ad antichi castelli, in particolare a quello coevo di Carrobio, poco distante. Vi sono presenti due torri contrapposte, una a pianta quadrata che si eleva al di sopra della costruzione, l’altra semicircolare, in linea con il coronamento merlato che percorre il perimetro su tre lati. La villa, circondata da un ampio giardino, è stata completamente restaurata. |
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Casino del Vescovo ( Massa Finalese ) |
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Questa antica villa, situata nei pressi dell’ex Salumificio Bellentani, in passato appartenne al vescovo di Modena, quindi passò in proprietà a varie nobili famiglie (tra le quali gli Gnoli e i Grillenzoni di Finale), mantenendo inalterato l’originario impianto cinquecentesco. 
Si presenta con un semplice corpo rettangolare che include una torre angolare, un poco più alta dell’edifi cio. Da una bella scalinata in cotto si sale all’ingresso principale, che consente l’accesso al piano nobile. A lato del portale si trova un frammento di una pietra in cotto dove sono visibili un copricapo vescovile ornato di nastri e la data 1547; vi è purtroppo assente lo stemma. L’interno, oggi completamente restaurato dalla famiglia Veronesi, attuale proprietaria, si presenta in tutta la sua magnifi cenza. Sull’androne centrale si aprono vaste sale, tutte con i soffi tti decorati, e con camini in gesso e stucco collocati tra le ampie fi nestre. Le pareti di varie stanze sono abbellite da dipinti che riproducono gradevoli scene di paesaggi; in una di queste spiccano i grandi stemmi araldici della famiglia che commissionò le pregevoli opere. |
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