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Museo Civico, sezione del territorio Stampa E-mail

Il Museo del Territorio occupa il secondo piano dell’autostazione. Nacque da un progetto fi nalizzato a realizzare un sogno rimasto incompiuto, quello di riportare un giorno il Panaro nel suo antico alveo, che attraversava il centro della città. E’ stato realizzato nel 1991 dai volontari del Gruppo Culturale R 6J6 ed ospita numerosi plastici, documenti e reperti che illustrano i luoghi e i personaggi più signifi cativi del nostro territorio. La maggiore attrazione è costituita da un grande plastico in scala 1:25 (lungo 15 m.) che riproduce il centro storico di Finale come appariva nell’Ottocento, quando il fi ume lo attraversava nel tratto compreso tra l’antico Ponte della Chiusa e il Castello delle Rocche. Il museo è arricchito da interessanti testimonianze storiche: sono mappe, gride e riproduzioni di quadri ottocenteschi, oltre ad ingrandimenti di immagini catturate alla fine del XIX secolo dal fotografo Gian Battista Magni, che fanno rivivere l’atmosfera di Finale “città d’acqua”; ospita anche i modellini di una rascona (l’antica imbarcazione lunga circa 13 metri a fondo piatto utilizzata per il trasporto di merci e passeggeri) e del Bucintoro degli Specchi, la sfarzosa nave con cui si spostavano tra Modena e Ferrara i principi estensi e i loro ospiti.

Particolarmente interessanti sono anche le testimonianze sull’antica numerazione civica settecentesca e i plastici che riproducono il convento dei Cappuccini, quello di Santa Chiara e l’intero territorio comunale agli esordi del seicento. Gli scarriolanti sono ricordati con una ricca documentazione iconografica accanto ad una scultura raffigurante la testa del deputato socialista Gregorio Agnini, paladino dei loro diritti. Da segnalare infine la Sezione Ebraica, caratterizzata da numerosi reperti che sono frutto di prestiti, di donazioni e di appassionate ricerche. Vi sono esposti una lapide del 1734 con il nome del rabbino Refaèl Shelomò Levi ed un lavello, anch’esso settecentesco, provenienti dalla camera mortuaria della Casa del Custode, oltre ad alcuni oggetti rituali prestati dalla Comunità Ebraica di Modena: tali oggetti sono esposti in una vetrina che contiene anche la medaglia e l’attestato di “Giusto del Mondo” conferiti nel 1974 a don Benedetto Richeldi, che li ha donati al museo. Un settore particolare è dedicato all’avventurosa vita e alle scoperte archeologiche nel regno di Lahore del più illustre tra gli ebrei finalesi, il generale Rubino Ventura (Finale 1794 – Toulose 1858).

 


Palazzo della Cassa di Risparmio di Mirandola

L’edificio si colloca sull’angolo di Via Mazzini e Corso Matteotti. È stato costruito nel 1929 per ospitare gli uffi ci della Cassa di Risparmio di Mirandola (una banca già attiva al Finale dal 1886 e che ancora non aveva una propria sede) su progetto dell’architetto mirandolese Mario Guerzoni, che si è ispirato all’architettura neogotica. All’interno, negli uffi ci direttivi, erano conservate sino a pochi anni fa due tele raffi guranti i Bonacatti, tre fratelli fi nalesi, i quali nel 1555 donarono tutti i loro beni all’erigendo Monte di Pietà per vestire poi l’abito dei cappuccini. Uno dei quadri, del XVII secolo e di autore ignoto, li ritrae con i loro genitori alle spalle, mentre l’altro, che li raffi gura nell’atto di impugnare insieme una croce, è stato attribuito a Fra Stefano da Carpi e risale alla prima metà del settecento. Entrambe le opere, che ora fanno parte della raccolta d’arte della Fondazione della Cassa di Risparmio di Mirandola (la banca che nel 1941 assorbì tutti i beni del Monte di Pietà del Finale), si trovano oggi nel Castello dei Pico.

 
Castello delle Rocche

Situato lungo l’antico corso del Naviglio (successivamente Panaro della Lunga, e oggi Via Trento e Trieste), mantiene pressoché intatto l’impianto quattrocentesco che fa di esso uno dei più cospicui castelli della Regione Emilia Romagna e un gioiello dell’architettura militare del XV secolo. Tuttavia, sebbene molte fonti riportino che fu costruito nel 1402 per volontà del marchese Nicolò III d’Este, il quale ne affi dò i lavori al noto architetto Bartolino Ploti da Novara (già autore dei castelli di Ferrara (1385) e di Mantova (1395), alcune sue parti risalgono ad un’epoca più antica, probabilmente al XIII o XIV secolo, se non ancora prima. Una di queste è il maschio, la più alta (m. 35) ed imponente delle sue torri, alla cui base gli scavi eseguiti nel 1983 hanno messo in luce un ampio arco che probabilmente costituiva l’antica porta del fortilizio preesistente a quello costruito da Bartolino. Un fossato circondava il castello su tre lati, mentre sul lato settentrionale il Canale costituiva un naturale elemento di difesa protetto dalle torri e da una cortina merlata, da dove era possibile esercitare uno stretto controllo sulla navigazione fl uviale. Nel 1424 Nicolò III affi dò ad un altro famoso architetto, Giovanni da Siena, il compito di adattare la fortezza militare a residenza degli Estensi, i quali spesso sostavano a Finale durante i loro viaggi tra Ferrara e Modena.

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Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo Apostoli ( Duomo )

La Chiesa Maggiore è una Collegiata, sede un tempo di canonici. L’edifi cio primitivo (caratterizzato dall’asse est – ovest obliquo rispetto alle costruzioni circostanti) venne alzato e ampliato con l’aggiunta dell’abside nel 1474 e del campanile nel 1567. Nel 1770 si diede avvio ad un rifacimento dell’interno in stile tardo barocco con stucchi, capitelli corinzi e soffi tto a volte su progetto del fi nalese Angelo Marescotti. Nel 1807 un altro fi nalese, Cesare Rossi, realizzò in stile neoclassico la facciata attuale, nel cui timpano campeggia lo stemma della Comunità del Finale, replicato al centro del pavimento della chiesa. Le volte delle tre navate sono state dipinte a secco dal finalese Giuseppe Busuoli (1894 – 1948) negli anni 1942 – 43.

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Museo Civico, sezione del territorio

Il Museo del Territorio occupa il secondo piano dell’autostazione. Nacque da un progetto fi nalizzato a realizzare un sogno rimasto incompiuto, quello di riportare un giorno il Panaro nel suo antico alveo, che attraversava il centro della città. E’ stato realizzato nel 1991 dai volontari del Gruppo Culturale R 6J6 ed ospita numerosi plastici, documenti e reperti che illustrano i luoghi e i personaggi più signifi cativi del nostro territorio. La maggiore attrazione è costituita da un grande plastico in scala 1:25 (lungo 15 m.) che riproduce il centro storico di Finale come appariva nell’Ottocento, quando il fi ume lo attraversava nel tratto compreso tra l’antico Ponte della Chiusa e il Castello delle Rocche. Il museo è arricchito da interessanti testimonianze storiche: sono mappe, gride e riproduzioni di quadri ottocenteschi, oltre ad ingrandimenti di immagini catturate alla fine del XIX secolo dal fotografo Gian Battista Magni, che fanno rivivere l’atmosfera di Finale “città d’acqua”; ospita anche i modellini di una rascona (l’antica imbarcazione lunga circa 13 metri a fondo piatto utilizzata per il trasporto di merci e passeggeri) e del Bucintoro degli Specchi, la sfarzosa nave con cui si spostavano tra Modena e Ferrara i principi estensi e i loro ospiti.

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