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Giovanni nacque verso il 1340 a Nepomouk, in Boemia. Fu consacrato sacerdote a Praga e divenne uno stimato predicatore. Nella corte della capitale trovò un grande seguito, a cominciare dalla regina Giovanna di Baviera che lo scelse come suo confessore. Il re Venceslao IV, assai geloso della consorte e sospettoso della sua infedeltà, cercò di costringere Giovanni a rivelargli i segreti appresi in confessione. L’ostinato rifi uto del sacerdote convinse il re a decretarne la morte. Una notte i soldati lo prelevarono dalla sua prigione e lo gettarono nelle fredde acque del fi ume Moldava dall’alto del ponte Carlo IV; era l’anno 1393. Il suo corpo venne recuperato dalla popolazione infuriata e fu subito oggetto di grande venerazione. Santifi cato nell’ottobre del 1729, San Giovanni Nepomuceno è considerato il protettore di chi naviga sui fi umi, e statue con la sua effi gie sono spesso visibili in prossimità dei ponti di numerose città europee.
Anche a Finale, per molti secoli città fl uviale frequentata da naviganti, il suo culto era molto osservato. Due statue a tutto tondo in pietra calcarea, che lo raffi gurano erano ad altezza naturale, collocate rispettivamente in prossimità del Ponte Nuovo e del Ponte della Chiusa. Successivamente rimosse in seguito alla deviazione dei canali avvenuta alla fi ne del XIX secolo, trovarono in seguito altro riparo. L’11 settembre 1994 una di queste, dopo un minuzioso restauro, è stata collocata nel luogo in cui si trovava un tempo il Ponte di Piazza, all’angolo del Palazzo Pretorio. La statua (alta 187 cm.), attribuita ad ignoto scalpellino veneto, era stata innalzata nel 1737 su di una colonna all’imboccatura del Ponte Nuovo per volontà del sacerdote Giovanni Taveggi. L’altra immagine scultorea del santo si trova attualmente all’interno del Museo Civico, nel Castello delle Rocche. La festività di San Giovanni Nepomuceno ricorre il 16 maggio. |