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Torta degli Ebrei
- La Storia Stampa E-mail

La Torta degli Ebrei o Sfogliata.

sfogliata(Tibuia in dialetto) è il piatto tipico finalese per eccellenza. La sua storia è molto antica e si confonde con la leggenda E’ una specialità nata all’interno della comunità ebraica finalese della quale era il vanto gastronomico.

Secondo gli storici, nel 1861  Mandolino Rimini, figlio diAronne, si fece cristiano prendendo il nome di Giusppe Maria Alfonso Alinovi.

La sua conversione venne osteggiata dagli altri ebrei che decretarono una sorta di duro ostracismo. Questi, per vendicarsi della durezza degli ex correligionari, non solo ne divulgò la ricetta (fino a quel momento segretissima) ma cominciò a produrla ìn proprio ed a venderla inserendo al posto del grasso d’oca lo strutto di maiale, alimento inibito agli ebrei.

Il successo della torta salata fu enorme e da allora questo piatto viene consumato a Finale in inverno, quando il freddo ne rende più sopportabile la potenza calorica.

Secondo la tradizione la Sfogliata andrebbe mangiata il 2 novembre, giorno dei morti, accompagnata da un bicchiere di anicione, liquore tipico locale a base d’anice.

Da alcuni anni i’8 dicembre si celebra la Festa della Sfogliata.

 
La Ricetta Stampa E-mail

Ingredienti per 4 persone :

gr. 400 farina

gr. 150 strutto di suino

gr. 200 formaggio parmigiano reggiano grattugiato

gr. 30 burro

acqua e sale q.b.

Lavorate la farina con l'acqua e il sale fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo che poi lascerere a riposare per circa un'ora coperto con un canovaccio da cucina. Riprendete l'impasto e suddividetelo in sei parti uguali. Prendete la prima delle vostre palline e tiratela aiutandovi con un mattarello. Questa è un'operazione piuttosto difficile per la quale è richiesta una certa abilità manuale, infatti l'impasto deve essere ridotto ad un velo molto sottile senza però rompersi. Prendete lo strutto e ungete bene tutta la vostra sfoglia , quindi ripiegatela in otto parti come fareste con un fazzoletto da naso appena stirato fino a riottenere un piccolo ammasso rettangolare. Lasciate riposare poi con il mattarello tornate a tirare la stessa sfoglia e ritornate a ungere con lo strutto e ripiegate... questa operazione va ripetuta almeno quattro volte per ogni pallina d'impasto. Al termine deponete in una teglia ben imburrata i veli di pasta intercalandoli con un'abbondante infarinatura di formaggio parmigiano reggiano grattugiato. Sopra l'ultimo velo deponete il burro in fiocchi e potete decorare la superficie aiutandovi con la punta di un coltello fino a formare una griglia di quadri o delle losanghe rettangolari. fate cuocere in forno ( 200°) per una mezz'ora e comunque finchè in superficie non si sarà formata una crosta dorata e croccante . La torta degli ebrei va servita in tavola bollente e può essere mangiata anche sfogliandola velo dopo velo. Per il suo forte apporto calorico è da considerarsi senza dubbio un piatto unico, specialmente con la vita sedentaria dei tempi moderni. La tradizione prevede l'abbinamento con il liquore d'anice, ma si abbina bene anche con del lambrusco.

 
DOVE TROVARLA Stampa E-mail

Riportiamo l’elenco dei produttori e rivenditori di Torta degli Ebrei o Sfogliata:

Forno “ELISA”
Via Trento Trieste, 30
0535.90197

Forno Pasticceria "FABBRI"
Largo Agnini, 13/D - tel 0535.91665

Panficio "FERRARI"
Piazza Gramsci, 8
0535.92581

Forno "La FINALESE"
Via Zuffi, 9
0535.92850

Forno “GRAZIELLA”
Via Comunale Rovere, 6/B
0535.92104

Osteia “La FEFA”
Via Trento Trieste, 9/C
0535.780202

Gastronomia “MANI IN PASTA”
Piazza Verdi, 13

Panificio “Il CHICCO”
Via Per Modena Ovest, 22
Massa Finalese
0535.97182

"CASA del PANE"
Via Per Modena
Massa Finalese
0535.96444

Rosticceria “La GOLOSITÀ”
Piazza Verdi, 10/C
0535.91534

Pasticceria Bar “MAZZINI”
Corso Mazzini, 2
0535.92855

Pasticceria Bar “ANTICHI SAPORI”
Corso Mazzini, 4
0535.92563

Azienda Agrituristica " La CASCINETTA "
Via Sant'Elia, 1/a - tel 053592694

"Il PORTICHETTO"
Via Trento Trieste, 1/C

Rosticceria Gastronomia "Lo SFIZIO"
Via Sauro, 7 - telefono 053590564

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Teatro Sociale

La tradizione di Finale Emilia per il teatro è antica. Lo storico Cesare Frassoni nelle sue Memorie fa menzione di un teatro per le pubbliche danze già esistente nel 1567, detto “Balladuro”. Nel 1687 fu costruito nell’odierno Piazzale Roma, accanto alla Rocca, un Teatro Comunale in uno stile inizialmente barocco che poi, in seguito a ristrutturazioni successive, si trasformò in neoclassico. Nel 1899 questo teatro fu abbandonato, per essere defi nitivamente chiuso nel 1906; di esso è ancora individuabile la facciata a nord, sormontata da un frontone triangolare. Nell’ottobre 1905 si costituì una società (composta da ricchi borghesi e famiglie nobili fi nalesi) per la costruzione di un nuovo teatro, il cui progetto fu affi dato allo studio di ingegneria e architettura Giorni e Rognoni di Modena. I lavori, iniziati nel 1907, furono portati a termine nel 1910. La facciata è a tre corpi, di cui quello centrale rialzato. All’interno, uno spazioso foyer permette di accedere alla platea e mediante due scale ai palchi e alla galleria. L’impianto rappresenta un compromesso progettuale che fonde la tradizione tipologica italiana (in particolare emiliana) del teatro a palchetti con quella francese delle gallerie a balconate continue.

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