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Oratorio di Santa Maria Neve ( Loc. Massa Finalese ) Stampa E-mail

Si tratta di una chiesetta di grande interesse architettonico che risale al primo quattrocento. L’edifi cio si presenta a navata unica con pianta rettangolare e con un’appendice absidale a base quadrata; sul lato sud, in adiacenza, vi è una più recente casa rurale. Lo stile tardo romanico della struttura si è ben conservato durante i secoli: sono ben visibili le arcatelle cieche su paraste che salgono dallo zoccolo di base scandendo regolarmente le superfi ci dei fi anchi, cinque sui lati e tre nella facciata. In essa un tempo si apriva un ampio portale con un arco a tutto sesto ornato di terrecotte, ora sostituito da una semplice apertura carrabile sormontata in alto da una finestrella rotonda.

Le arcatelle sono presenti pure nel corpo absidale ed hanno ghiere leggermente ribassate. L’interno della chiesa risulta molto rimaneggiato poiché fu destinato a magazzino di ricovero per attrezzi agricoli. E’ ancora visibile l’antico soffitto a travature lignee con capriate sorrette da mensoloni in legno intagliato; i muri sono intonacati, ma non è da escludere che sotto all’intonaco siano ancora presenti dei dipinti antichi, come alcune tracce farebbero presumere. È probabile che la piccola chiesa fosse in uso ancora nel XVIII secolo, come suggerisce una lapide marmorea nel pavimento che ricorda una sepoltura del 1757. Sul retro dell’edificio, che risulta orientato secondo l’asse est-ovest, esiste una piccola cappella ricavata nell’abside, ed accessibile da un portone esterno. Essa fu costruita probabilmente dopo che la chiesa venne utilizzata come magazzino e servì da oratorio pubblico sino ad alcuni decenni fa; al suo interno si trova ancora una piccola statua raffigurante la Vergine con il Bambino, ma oggi la struttura è in completo abbandono.

 


Palazzo Bortolazzi

Questo grande palazzo ha ora tre ingressi, rispettivamente in Via Cesare Battisti, Trento Trieste e nel Vicolo Palazzo Civico. Nel 1588 apparteneva a Matteo Vecchi, e nel Settecento alla famiglia Trombi; in seguito ne divenne proprietaria la famiglia Bortolazzi, che lo ampliò alla fi ne dell’Ottocento dopo l’interramento del Panaro della Lunga. La loggia tripartita con balcone che si affaccia sulla Via Trento Trieste fu costruita all’inizio del Novecento. Successivamente divenuto di proprietà del Comune di Finale Emilia, ospitò vari uffici pubblici, e negli anni ’20 fu ceduto al Partito Nazionale Fascista che vi trasferì la sua sede e vari altri uffici. Nel 1907 fu anche sede della Banca del Piccolo Credito Romagnolo.

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San Giovanni Nepomuceno

Giovanni nacque verso il 1340 a Nepomouk, in Boemia. Fu consacrato sacerdote a Praga e divenne uno stimato predicatore. Nella corte della capitale trovò un grande seguito, a cominciare dalla regina Giovanna di Baviera che lo scelse come suo confessore. Il re Venceslao IV, assai geloso della consorte e sospettoso della sua infedeltà, cercò di costringere Giovanni a rivelargli i segreti appresi in confessione. L’ostinato rifi uto del sacerdote convinse il re a decretarne la morte. Una notte i soldati lo prelevarono dalla sua prigione e lo gettarono nelle fredde acque del fi ume Moldava dall’alto del ponte Carlo IV; era l’anno 1393. Il suo corpo venne recuperato dalla popolazione infuriata e fu subito oggetto di grande venerazione. Santifi cato nell’ottobre del 1729, San Giovanni Nepomuceno è considerato il protettore di chi naviga sui fi umi, e statue con la sua effi gie sono spesso visibili in prossimità dei ponti di numerose città europee.

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Oratorio di Sant' Anna

Il piccolo oratorio, che si trova in Via Zuffi , fu costruito nel 1597 ad opera della Confraternita della Morte. In seguito alle soppressioni religiose operate alla fi ne del settecento, l’oratorio fu adibito a magazzino e pervenne in seguito alla Congregazione di Carità. Nel 1912 fu venduto a privati e cambiò diversi proprietari. Nel 1930 la famiglia Rovatti, che ne era entrata in possesso, lo restaurò e lo riaprì al culto ripristinandone l’antica funzione. Il 26 luglio di ogni anno, festa di S. Anna, vi si celebrava una messa. All’interno si conservano alcune opere d’arte di un certo interesse: un dipinto ad olio su tela (cm 200 x 150) che raffi gura S. Anna, la Vergine e San Gioacchino (opera di ignoto autore modenese del XVII secolo) e, alla base dell’altare, un paliotto policromo in scagliola, opera pregevole della seconda metà del seicento attribuita al carpigiano Giovan Marco Barzelli. Attualmente l’oratorio non è visitabile.

 
Museo Civico, sezione del territorio

Il Museo del Territorio occupa il secondo piano dell’autostazione. Nacque da un progetto fi nalizzato a realizzare un sogno rimasto incompiuto, quello di riportare un giorno il Panaro nel suo antico alveo, che attraversava il centro della città. E’ stato realizzato nel 1991 dai volontari del Gruppo Culturale R 6J6 ed ospita numerosi plastici, documenti e reperti che illustrano i luoghi e i personaggi più signifi cativi del nostro territorio. La maggiore attrazione è costituita da un grande plastico in scala 1:25 (lungo 15 m.) che riproduce il centro storico di Finale come appariva nell’Ottocento, quando il fi ume lo attraversava nel tratto compreso tra l’antico Ponte della Chiusa e il Castello delle Rocche. Il museo è arricchito da interessanti testimonianze storiche: sono mappe, gride e riproduzioni di quadri ottocenteschi, oltre ad ingrandimenti di immagini catturate alla fine del XIX secolo dal fotografo Gian Battista Magni, che fanno rivivere l’atmosfera di Finale “città d’acqua”; ospita anche i modellini di una rascona (l’antica imbarcazione lunga circa 13 metri a fondo piatto utilizzata per il trasporto di merci e passeggeri) e del Bucintoro degli Specchi, la sfarzosa nave con cui si spostavano tra Modena e Ferrara i principi estensi e i loro ospiti.

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