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Chiesa di Santa Elisabetta |
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Non esistono notizie certe sull’epoca di costruzione di questa chiesa, che forse già esisteva quando il fi ume Reno scorreva in questi luoghi. L’unica data in nostro possesso è il 1465, l’anno in cui vi fu collocato il fonte battesimale. Il campanile più basso ed antico, che risale al 1506 e si eleva di pochi metri al di sopra dell’edifi cio sul lato ovest, era dotato in passato di due campane e di un orologio. Ad esso si contrappone sul lato est il più alto e moderno campanile (38 m.), costruito a partire dal 1933 e terminato nel 1948, dopo varie interruzioni dei lavori. E’ fornito di tre campane ivi collocate nel 1948, l’anno in cui fu rifusa la campana maggiore, unica superstite delle spogliazioni causate nel 1943 dalla guerra. La chiesa di Santa Elisabetta si presenta con una navata centrale fiancheggiata da due laterali dove sono collocati otto altari minori e con un’abside di grandissima profondità. La facciata dell’edificio mantiene pressoché inalterate le caratteristiche cinquecentesche del corpo centrale e sotto il timpano risalta una bella trabeazione dorica che presenta inserti a rosette e bucrani inseriti tra triglifi. Questo motivo ornamentale è tipico di molti edifici di età classica e fu spesso utilizzato in epoca rinascimentale per abbellire chiese e palazzi (ne è un esempio il Palazzo Albergati di Bologna).
Negli anni ’20 del Novecento la chiesa è stata interessata da importanti lavori di restauro, a conclusione dei quali nel 1926 è stata riconsacrata dall’arcivescovo di Modena Ferdinando Bussolari. In passato l’edificio aveva subito numerosi danni dovuti sia alle tracimazioni del vicino fiume Panaro, sia all’uso improprio a cui venne destinato nell’epoca napoleonica, quando divenne sede di una fabbrica per la produzione del salnitro. Il 14 maggio 1821 nacque in località Campodoso don Ferdinando Maria Bacilieri, predicatore e fondatore dell’ordine delle suore mantellate e serve di Maria Addolorata. Don Bacilieri fu battezzato nella chiesa di Reno Finalese e il 3 ottobre 1999 il papa Giovanni Paolo II lo elevò agli onori degli altari dichiarandolo Beato. La parrocchia di Reno Finalese aveva giurisdizione anche su sei oratori di campagna; il maggiore tra questi, l’oratorio della Crocetta, era situato sulla strada che conduceva al Finale in prossimità dell’argine del Panaro. In seguito allo spostamento dell’alveo avvenuto alla fi ne dell’Ottocento, l’antico oratorio fu abbattuto e tutti gli arredi sopravvissuti alle spogliazioni napoleoniche furono trasferiti nella chiesa di Santa Elisabetta. |