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Chiesa di San Francesco di Paola ( o del Cimitero ) |
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La chiesa e il convento dei frati minimi di San Francesco di Paola furono eretti a partire dal 1625 sull’antico argine del Panaro della Lunga. Inizialmente la chiesa era di dimensioni più ridotte di quelle attuali e ad una sola navata, ma nel 1752 furono avviati dei lavori che ne ampliarono il volume e vi aggiunsero delle volte in cannucciato, le quali occultarono alla vista sino alla fi ne del secolo scorso alcune pitture; nel 1760 fu anche innalzato il campanile, dotandolo di un orologio, e il 23 giugno di quello stesso anno il vescovo di Modena Giuseppe Maria Fogliari consacrò l’altare maggiore dedicato a San Francesco di Paola, altare di cui era titolare l’Arte dei Muratori, che veneravano il Santo quale loro patrono. Nel 1783, un anno infausto per l’ordine francescano poiché il duca di Modena Ercole III soppresse l’ordine dei minimi, tutte le migliori opere d’arte della chiesa e del convento furono trasferite a Modena (tra queste un quadro di Guido Reni e un San Francesco di Paola dello Stringa).
Il convento fu demolito per poterne ampliare il cimitero, che dal 1784 in poi divenne l’unico luogo di sepoltura ad uso dell’intera città. La chiesa fu interessata da vari lavori negli anni successivi, i più consistenti furono realizzati attorno agli anni ‘30 del XX secolo, quando fu costruita la grande scalinata in pietra. Dopo un lungo periodo di degrado e di abbandono, durante i lavori intrapresi a metà degli anni ’90 per il completo restauro e consolidamento dell’edifi cio furono demolite le volte in cannucciato, riscoprendo così sia i volumi che le antiche pitture occultate per secoli alla vista. Nel 1998 la chiesa fu riaperta al culto, e tutte le opere d’arte vennero ricollocate nei rispettivi altari. |