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Torre dei Modenesi ( o dell' Orologio ) Stampa E-mail

La torre (alta m. 31,94, e dichiarata monumento nazionale alla fi ne dell’Ottocento) rappresenta, insieme ai resti delle mura che la fi ancheggiano, la testimonianza più antica del Finale medioevale. La sua base è interrata vari metri sotto al livello stradale; la parte visibile ha elementi quattrocenteschi, ma l’origine della torre risale al 1213, l’anno in cui fu costruita dal Comune di Modena, che le diede il suo nome (Torre dei Modenesi) e che contribuì a ripararla nel 1310 dai danni subiti nel corso di una guerra tra Guelfi e Ghibellini. Nel primo cinquecento, all’epoca in cui Finale fu per breve tempo in possesso del papa Giulio II (1510 – 1521), la famiglia Magni ottenne l’investitura di poter abitare nella torre dietro pagamento di un annuo livello, così che la torre fu detta dei Magni sino al 1526, quando vivenne trasferito un orologio che si trovava su un’altra torre vicina pericolante e in seguito abbattuta. In quello stesso anno vi fu costruito un torresino che ospitava la campana e da allora in poi venne chiamata Torre dell’Orologio.

Alla famiglia Magni subentrò in seguito quella degli Ascari, i quali nel 1756 rifiutarono di pagare il livello (due libbre annue di cera) né vollero addossarsi le spese di un restauro ormai indispensabile, pertanto la Serenissima Camera Estense decise di vendere la torre al Comune del Finale, che l’acquistò per lire 400. Nel 1770 fu rifusa la campana, ricollocata poi nell’attuale torresino fatto ricostruire dal Comune. La campana (che pesa kg. 1055 e ha il diametro di cm. 116) è ornata da vari fregi e bassorilievi con la Croce, San Michele Arcangelo, San Zenone, l’Addolorata, lo stemma del Finale e la scritta “Carolis Ruffini Regiensis fecit”; oltre a scandire le ore, serviva a radunare il popolo in caso di incendi, inondazioni, furti, omicidi. Nel corso dell’ultima guerra, il torresino fu colpito nel 1945 da una granata la quale danneggiò anche la campana, che rimase ammutolita sino a pochi anni fa, quando riprese a far risuonare i suoi rintocchi. Nel 1949 furono riparate le strutture murarie e lignee della cella campanaria, quindi nel 1981 alcuni volontari rimisero la banderuola con lo stemma del Comune sul pinnacolo del torresino, ridipinsero il quadrante e ripararono il vecchio orologio. I cinque piani nei quali è suddiviso l’interno sono accessibili tramite una scaletta di legno in condizioni assai precarie. All’esterno vi sono affisse due lapidi: una ricorda l’erezione della torre nel XIII secolo ad opera del Comune di Modena e l’altra commemora il generale Ferruccio Trombi, medaglia d’oro al valor militare durante la prima guerra mondiale. Nel 1987 il Lion’s Club di Finale Emilia ha dotato la torre di un impianto di illuminazione notturna.

 


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Monumento ai Caduti

Il monumento si compone di una bianca statua marmorea che rappresenta un fante in atteggiamento di “ultimato dovere”, opera dello scultore Amedeo Colla. La fi gura, alta due metri, è collocata su di un basamento rivestito in marmo di Verona sui cui lati sono scolpiti i nomi dei cittadini massesi caduti nella guerra 1915 - 1918. Nel 1995, a completamento di un minuzioso lavoro di restauro del monumento, sono state collocate nel basamento due lapidi in marmo che ricordano i caduti militari, i partigiani e i civili che hanno sacrifi cato la loro vita per la conquista della libertà durante il secondo confl itto mondiale.