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Resti delle Mura Stampa E-mail

A destra della Torre dell’Orologio, oltre il vicolo in cui era un tempo situata la porta antica (vedi disegno dell’anno 1604, qui riprodotto), sono visibili due archi a sesto acuto, assai interrati sotto il livello stradale, uno dei quali è sormontato dalla terrazza di una casa nella cui parete sono distinguibili delle merlature: si tratta di un residuo dell’antica cinta muraria che probabilmente risale al 1213, l’anno di costruzione della torre. Sul lato opposto invece le mura, incorporate nelle case e visibili solamente dall’orto retrostante (via Monte Grappa), si prolungano sino ad un’altra torre angolare situata al n. 19 della Via Torre Portello; la loro tipologia architettonica risale al Quattrocento.

 


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Monumento a Gregorio Agnini

Inaugurato il 2 giugno 1960, il monumento si compone di una statua (opera dello scultore Ivo Soli) e di tre bassorilievi in bronzo (opera dello scultore Dante Zamboni), che illustrano alcuni momenti signifi cativi della vita di Gregorio Agnini (1856-1945). L’illustre concittadino nacque il 27 settembre 1856 da una famiglia benestante e di tradizione liberale moderata. Sin da giovane visse con preoccupazione lo stato di grande povertà che imperversava nelle campagne e che infi eriva specialmente sui braccianti. Scelse di lottare per migliorare le condizioni economiche, lavorative e di vita della sua gente, e a tal fi ne fondò nel 1886 “l’Associazione degli Operai – Braccianti di Finale Emilia”, la prima cooperativa della provincia, facendosi promotore per lo sviluppo di altre cooperative di lavoro e di consumo. Protagonista della nascita della Federazione Provinciale Socialista e della Camera del Lavoro modenese, è stato Presidente della Provincia di Modena. Fu altresì il primo presidente e il fondatore del Consorzio Acquedotto, che convogliò l’acqua potabile dalle sorgenti di Castelfranco Emilia ai comuni di Crevalcore, Finale Emilia e Bondeno, migliorandone le condizioni igienico - sanitarie.

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