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Oratorio di Sant' Anna

Il piccolo oratorio, che si trova in Via Zuffi , fu costruito nel 1597 ad opera della Confraternita della Morte. In seguito alle soppressioni religiose operate alla fi ne del settecento, l’oratorio fu adibito a magazzino e pervenne in seguito alla Congregazione di Carità. Nel 1912 fu venduto a privati e cambiò diversi proprietari. Nel 1930 la famiglia Rovatti, che ne era entrata in possesso, lo restaurò e lo riaprì al culto ripristinandone l’antica funzione. Il 26 luglio di ogni anno, festa di S. Anna, vi si celebrava una messa. All’interno si conservano alcune opere d’arte di un certo interesse: un dipinto ad olio su tela (cm 200 x 150) che raffi gura S. Anna, la Vergine e San Gioacchino (opera di ignoto autore modenese del XVII secolo) e, alla base dell’altare, un paliotto policromo in scagliola, opera pregevole della seconda metà del seicento attribuita al carpigiano Giovan Marco Barzelli. Attualmente l’oratorio non è visitabile.

 
Palazzo Pretorio

Costruito nel 1470 quale Palazzo della Ragione, e in seguito sede della Giusdicenza o Pretura (da cui il nome Pretorio), fu edifi cato sul lato destro del Canale che attraversava il centro cittadino, e che fu interrato alla fi ne del XIX secolo: in prossimità del palazzo vi era il Ponte di Piazza. Profondamente alterato nel corso dei secoli, ha ospitato vari uffi ci pubblici tra cui la Pretura, ed è stato sede del Liceo Scientifi co. Negli anni 1992 - 1994, dopo essere stato venduto dal Comune che ne era proprietario, sono stati attuati lavori di ristrutturazione e recupero dell’edifi cio che ne hanno rispettato l’impianto originario, riaprendo anche il grande porticato su Via Trento e Trieste. Gli spazi interni hanno invece subìto un’alterazione funzionale alla nuova destinazione d’uso abitativa e commerciale. Per impreziosire il palazzo, vi è stata collocata in angolo una settecentesca statua di San Giovanni Nepomuceno, situata in passato nei pressi del Ponte Nuovo che attraversava il canale Cavamento.

 
Palazzo Grossi

Fu costruito dalla famiglia Grossi tra la fi ne del ’500 e l’inizio del ’600, ed è l’unico edifi cio privato presente oggi a Finale che esibisce la tecnica della pietra “faccia a vista”, tipica dell’area ferrarese. Anticamente l’area del palazzo si estendeva sino all’odierno Corso Matteotti, con al centro un ampio cortile. In seguito esso è stato frazionato ed oggi la lettura degli ambienti risulta compromessa; le uniche testimonianze del suo antico splendore sono alcune pitture in stile neo-classico sui soffi tti e sulle pareti, in una delle quali campeggia un grande stemma della famiglia Grossi.

 
Palazzo Bresciani-Rodriguez

Si tratta di un bell’edificio tardo settecentesco costruito dalla famiglia Bresciani. Al piano nobile sono ancora presenti pregevoli decorazioni pittoriche che ricoprono l’intera loggia, dalle pareti al soffi tto. Alla loggia si accede mediante un elegante scalone a tre rampe. Dal cortile interno è visibile l’antica torre padronale che si innalza di alcuni metri al di sopra del tetto. Recenti lavori di ristrutturazione hanno recuperato la struttura alterandone però in parte i volumi interni, destinati ad accogliere abitazioni ed uffi ci.

 
Oratorio di Santa Maria Neve ( Loc. Massa Finalese )

Si tratta di una chiesetta di grande interesse architettonico che risale al primo quattrocento. L’edifi cio si presenta a navata unica con pianta rettangolare e con un’appendice absidale a base quadrata; sul lato sud, in adiacenza, vi è una più recente casa rurale. Lo stile tardo romanico della struttura si è ben conservato durante i secoli: sono ben visibili le arcatelle cieche su paraste che salgono dallo zoccolo di base scandendo regolarmente le superfi ci dei fi anchi, cinque sui lati e tre nella facciata. In essa un tempo si apriva un ampio portale con un arco a tutto sesto ornato di terrecotte, ora sostituito da una semplice apertura carrabile sormontata in alto da una finestrella rotonda.

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Palazzo Pretorio

Costruito nel 1470 quale Palazzo della Ragione, e in seguito sede della Giusdicenza o Pretura (da cui il nome Pretorio), fu edifi cato sul lato destro del Canale che attraversava il centro cittadino, e che fu interrato alla fi ne del XIX secolo: in prossimità del palazzo vi era il Ponte di Piazza. Profondamente alterato nel corso dei secoli, ha ospitato vari uffi ci pubblici tra cui la Pretura, ed è stato sede del Liceo Scientifi co. Negli anni 1992 - 1994, dopo essere stato venduto dal Comune che ne era proprietario, sono stati attuati lavori di ristrutturazione e recupero dell’edifi cio che ne hanno rispettato l’impianto originario, riaprendo anche il grande porticato su Via Trento e Trieste. Gli spazi interni hanno invece subìto un’alterazione funzionale alla nuova destinazione d’uso abitativa e commerciale. Per impreziosire il palazzo, vi è stata collocata in angolo una settecentesca statua di San Giovanni Nepomuceno, situata in passato nei pressi del Ponte Nuovo che attraversava il canale Cavamento.

 
Castello delle Rocche

Situato lungo l’antico corso del Naviglio (successivamente Panaro della Lunga, e oggi Via Trento e Trieste), mantiene pressoché intatto l’impianto quattrocentesco che fa di esso uno dei più cospicui castelli della Regione Emilia Romagna e un gioiello dell’architettura militare del XV secolo. Tuttavia, sebbene molte fonti riportino che fu costruito nel 1402 per volontà del marchese Nicolò III d’Este, il quale ne affi dò i lavori al noto architetto Bartolino Ploti da Novara (già autore dei castelli di Ferrara (1385) e di Mantova (1395), alcune sue parti risalgono ad un’epoca più antica, probabilmente al XIII o XIV secolo, se non ancora prima. Una di queste è il maschio, la più alta (m. 35) ed imponente delle sue torri, alla cui base gli scavi eseguiti nel 1983 hanno messo in luce un ampio arco che probabilmente costituiva l’antica porta del fortilizio preesistente a quello costruito da Bartolino. Un fossato circondava il castello su tre lati, mentre sul lato settentrionale il Canale costituiva un naturale elemento di difesa protetto dalle torri e da una cortina merlata, da dove era possibile esercitare uno stretto controllo sulla navigazione fl uviale. Nel 1424 Nicolò III affi dò ad un altro famoso architetto, Giovanni da Siena, il compito di adattare la fortezza militare a residenza degli Estensi, i quali spesso sostavano a Finale durante i loro viaggi tra Ferrara e Modena.

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Oratorio di Sant' Anna

Il piccolo oratorio, che si trova in Via Zuffi , fu costruito nel 1597 ad opera della Confraternita della Morte. In seguito alle soppressioni religiose operate alla fi ne del settecento, l’oratorio fu adibito a magazzino e pervenne in seguito alla Congregazione di Carità. Nel 1912 fu venduto a privati e cambiò diversi proprietari. Nel 1930 la famiglia Rovatti, che ne era entrata in possesso, lo restaurò e lo riaprì al culto ripristinandone l’antica funzione. Il 26 luglio di ogni anno, festa di S. Anna, vi si celebrava una messa. All’interno si conservano alcune opere d’arte di un certo interesse: un dipinto ad olio su tela (cm 200 x 150) che raffi gura S. Anna, la Vergine e San Gioacchino (opera di ignoto autore modenese del XVII secolo) e, alla base dell’altare, un paliotto policromo in scagliola, opera pregevole della seconda metà del seicento attribuita al carpigiano Giovan Marco Barzelli. Attualmente l’oratorio non è visitabile.

 
Museo Civico, sezione archeologica e storia naturale

museo civico, sezione archeologicaÈ la sezione principale del museo, il cui nucleo venne costituito negli anni 1966 - 67 grazie all’intensa attività di alcuni volontari, di appassionati ed esperti che hanno raccolto numeroso materiale sia in Italia che all’estero. Nel 1992 il museo fu riconosciuto come Museo Civico. Le sedi adibite ad esporre i reperti sono state diverse nel tempo; attualmente il museo ha trovato una collocazione, congiuntamente ai depositi e all’uffi cio, al piano terra e al primo piano del Castello delle Rocche. La Sezione Archeologica è costituita da migliaia di pezzi, dei quali solo una parte è esposta al pubblico. I reperti, di proprietà dello Stato, risalgono all’Età del Bronzo e alle epoche romana, medioevale e rinascimentale. Di queste ultime due vi è una ricca raccolta di ceramiche, vetri, metalli e altri materiali rinvenuti durante i lavori di restauro del castello, dell’ex monastero di Santa Chiara e di altri luoghi cittadini. I reperti ceramici medioevali, di prevalente scuola ferrarese, faentina e veneta, testimoniano i legami commerciali che esistevano, nei secoli scorsi, tra Finale e altri centri lontani. Una sezione è dedicata al materiale ceramico di produzione locale, proveniente in prevalenza dalla discarica di una vecchia fornace seicentesca.

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