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Museo Civico, sezione archeologica e storia naturale

museo civico, sezione archeologicaÈ la sezione principale del museo, il cui nucleo venne costituito negli anni 1966 - 67 grazie all’intensa attività di alcuni volontari, di appassionati ed esperti che hanno raccolto numeroso materiale sia in Italia che all’estero. Nel 1992 il museo fu riconosciuto come Museo Civico. Le sedi adibite ad esporre i reperti sono state diverse nel tempo; attualmente il museo ha trovato una collocazione, congiuntamente ai depositi e all’uffi cio, al piano terra e al primo piano del Castello delle Rocche. La Sezione Archeologica è costituita da migliaia di pezzi, dei quali solo una parte è esposta al pubblico. I reperti, di proprietà dello Stato, risalgono all’Età del Bronzo e alle epoche romana, medioevale e rinascimentale. Di queste ultime due vi è una ricca raccolta di ceramiche, vetri, metalli e altri materiali rinvenuti durante i lavori di restauro del castello, dell’ex monastero di Santa Chiara e di altri luoghi cittadini. I reperti ceramici medioevali, di prevalente scuola ferrarese, faentina e veneta, testimoniano i legami commerciali che esistevano, nei secoli scorsi, tra Finale e altri centri lontani. Una sezione è dedicata al materiale ceramico di produzione locale, proveniente in prevalenza dalla discarica di una vecchia fornace seicentesca.

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Palazzo Frassoni

Il luogo in cui nacque Cesare Frassoni è erroneamente indicato da una lapide affi ssa alla fi ne dell’Ottocento su di una casa situata nella strada intitolata al grande storico fi nalese, ma il palazzo in cui egli venne alla luce ed abitò - che Giovanni Sola riconobbe per primo, e che è stato oggetto di studio da parte di Maria Pia Balboni – è quello di cui è qui riprodotta la facciata. Già nel 1654 risultava di proprietà di Cesare Frassoni – bisnonno dell’omonimo storico – che l’aveva acquistato dalla famiglia Bressi e nel corso dei secoli ospitò personaggi illustri, tra i quali i principi estensi. Ereditato dai Passerini nel 1808, ha subìto varie ristrutturazioni e frazionamenti, ma ancora esibisce tracce dell’antico splendore: sono la scala in cotto che conduce al piano nobile e due nicchie che racchiudono due statue, raffi guranti Giunone incoronata e Apollo che regge una cetra.

 
Monumento dello Scariolante

Situato in una piazzetta alberata di fronte al castello, questo singolare monumento vuole ricordare lo scarriolante, la tipica fi gura di lavoratore che ha contribuito in modo determinante alla nascita ed al prosperare dell’ambiente in cui oggi viviamo. Sebbene disponesse soltanto della forza delle sue braccia e di una carriola, è grazie a lui che sono state effettuate le poderose opere di bonifi ca di gran parte della nostra regione. Gli scarriolanti furono anche protagonisti, grazie al coordinamento di Gregorio Agnini, della nascita del primo nucleo di lavoratori organizzati, “l’Associazione Operai - Braccianti di Finale Emilia”; era il primo aprile 1886. Il monumento è stato inaugurato il 13 luglio 1985; l’opera, ideata e promossa dal Gruppo Culturale R 6J6, è stata creata grazie al contributo della ditta Fiori di Finale Emilia, che ha realizzato la fi gura ricavandola da una lastra in ferro, e della Cooperativa Muratori di Mirandola, che ne ha costruito il basamento.

 
Chiesa di San Francesco di Paola ( o del Cimitero )

La chiesa e il convento dei frati minimi di San Francesco di Paola furono eretti a partire dal 1625 sull’antico argine del Panaro della Lunga. Inizialmente la chiesa era di dimensioni più ridotte di quelle attuali e ad una sola navata, ma nel 1752 furono avviati dei lavori che ne ampliarono il volume e vi aggiunsero delle volte in cannucciato, le quali occultarono alla vista sino alla fi ne del secolo scorso alcune pitture; nel 1760 fu anche innalzato il campanile, dotandolo di un orologio, e il 23 giugno di quello stesso anno il vescovo di Modena Giuseppe Maria Fogliari consacrò l’altare maggiore dedicato a San Francesco di Paola, altare di cui era titolare l’Arte dei Muratori, che veneravano il Santo quale loro patrono. Nel 1783, un anno infausto per l’ordine francescano poiché il duca di Modena Ercole III soppresse l’ordine dei minimi, tutte le migliori opere d’arte della chiesa e del convento furono trasferite a Modena (tra queste un quadro di Guido Reni e un San Francesco di Paola dello Stringa).

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Museo Civico, sezione archeologica e storia naturale

museo civico, sezione archeologicaÈ la sezione principale del museo, il cui nucleo venne costituito negli anni 1966 - 67 grazie all’intensa attività di alcuni volontari, di appassionati ed esperti che hanno raccolto numeroso materiale sia in Italia che all’estero. Nel 1992 il museo fu riconosciuto come Museo Civico. Le sedi adibite ad esporre i reperti sono state diverse nel tempo; attualmente il museo ha trovato una collocazione, congiuntamente ai depositi e all’uffi cio, al piano terra e al primo piano del Castello delle Rocche. La Sezione Archeologica è costituita da migliaia di pezzi, dei quali solo una parte è esposta al pubblico. I reperti, di proprietà dello Stato, risalgono all’Età del Bronzo e alle epoche romana, medioevale e rinascimentale. Di queste ultime due vi è una ricca raccolta di ceramiche, vetri, metalli e altri materiali rinvenuti durante i lavori di restauro del castello, dell’ex monastero di Santa Chiara e di altri luoghi cittadini. I reperti ceramici medioevali, di prevalente scuola ferrarese, faentina e veneta, testimoniano i legami commerciali che esistevano, nei secoli scorsi, tra Finale e altri centri lontani. Una sezione è dedicata al materiale ceramico di produzione locale, proveniente in prevalenza dalla discarica di una vecchia fornace seicentesca.

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